IL FESTIVAL DELLE MOSTRE
NEGLI STUDI DEGLI ARTISTI

14/18 Marzo 2017 - Milano

Scrivere per ricordare

Tutto giallo. Tutto luce. Tutto pieno.

Questa è la prima impressione, poi la vista si adatta e si rilassa. E allora è tutto vuoto.

Le pareti e la vetrina sono interamente ricoperte da post-it gialli. Una precisione impeccabile, un’attenta minuzia per un risultato ordinato e piacevole alla vista.

Mi avvicino all’artista e le chiedo di raccontarmi la genesi del suo lavoro.

Sophie Usunier mi spiega che l’uso dei post-it nel suo fare artistico risale al 2009, ma nel tempo ha cambiato radicalmente il senso che ne dà.

Questo percorso inizia in una casa di riposo, luogo –a suo dire- della perdita della memoria. Ecco, allora, decide di usare un oggetto, un post-it, come segno di qualcosa che si vorrebbe ricordare. Ma impedisce agli ospiti della casa di scriverci sopra. Solo una traccia vuota, solo un oggetto destinato a staccarsi, a cadere dalle pareti per evocare il destino di morte. Un post-it: una foglia d’autunno.

Dopo anni, nel 2012, sente l’esigenza di usare questi con la loro principale funzione,quella di raccogliere piccoli e sintetici pensieri.

Ecco i primi progetti partecipativi: una collaborazione con il comune di Milano, dei post-it lasciati alle fermate degli autobus per registrare idee, un sorta di blog urbano, e il lavoro fatto in un centro sociale.

Per la casa editrice MOOR ha voluto riproporre la stessa pratica, con una domanda precisa e in una dimensione più intima e riflessiva. Ogni persona, se vorrà, potrà entrare in questa sala e scrivere la sua personale conclusione all’affermazione “I would so much like that you remembered”.

Ora Sophie invita a scrivere, senza fretta: lascia che il suo lavoro si trasformi e si arricchisca dei ricordi di ognuno.

Cadranno, certo, cadranno anche questi post-it. Ma ciò che è scritto potrebbe diventare un libro, una nuova pubblicazione di MOOR.

La sala ospita anche la performance de E il Topo: il “Cocktail Topista”, realizzato da David Grigolato, grigio come la scala cromatica scelta per stampare la rivista “E il Topo”. Si deve ringraziare il lavoro di tesi di uno studente dell’Accademia di Belle Arti di Brera se dal 2012 sono state riprese le pubblicazioni.

Mariangela Vitale

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