Il Festival

 

La seconda edizione di Studi si terrà a Milano dal 15 al 19 Marzo 2016. Stiamo lavorando per far crescere Studi festival: per migliorare la visibilità e la promozione degli artisti e allo stesso tempo favorire la fruibilità e la partecipazione del pubblico.

Gli studi d’artista di Milano si apriranno al pubblico e agli altri artisti: tutti insieme nell’arco di 5 intensissimi giorni dal 15 al 19 Marzo 2016. Durante l’edizione 2015 l’adesione è stata altissima e gli artisti hanno organizzato mostre ed eventi in circa 50 studi sparsi in tutta la città. Anche nella seconda edizione il festival darà vita a un circuito in grado di offrire alle persone la possibilità di entrare direttamente in contatto con lo stadio della produzione artistica più spontaneo e sperimentale.

Studi festival è un’iniziativa ideata e organizzata da artisti che coinvolgono altri artisti in modo orizzontale e democratico. E’ un progetto che vuole andare incontro alla città incrociando esperienze, discipline e generazioni.

Quello che distingue Studi festival da esperienze simili che si sono sviluppate in passato è il fatto che si basa su una sorta di dispositivo: gli artisti non fanno solo vedere i propri lavori, ma invitano altri artisti ad esporre nel proprio spazio e sono a loro volta invitati. In ogni studio quindi, gli artisti dovranno ideare un vero e proprio progetto di mostra in cui diversi autori potranno proporre performance, concerti, videoproiezioni e incontri.

Coordinando un evento comune tra gli studi d’artista a Milano, sarà possibile offrire una panoramica, stimolare la collaborazione tra gli artisti, e il dialogo tra loro e la città.
Per facilitare l’accesso e per dare un “ordine” ai tanti eventi, come l’anno scorso suddivideremo Milano in zone creando dei Focus per ognuna delle giornate del festival.

Siamo convinti che si possano migliorare gli ottimi risultati della prima edizione arrivando ad ottenere la partecipazione di sempre più artisti appartenenti a generazioni diverse e livelli di carriera differenti che aprano i loro studi e coinvolgano a loro volta altri colleghi; dall’altra parte vorremmo aprire sempre più l’iniziativa alla città e al pubblico dell’arte attraverso un’organizzazione più fluida, dinamica e interattiva dell’evento.

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